#Salvaiciclisti rinnova la richiesta per il “senso unico eccetto bici” su via Procaccia

Nei giorni scorsi #Salvaiciclisti, insieme ad altre associazioni attive sul territorio monopolitano, ha presentato una nuova e motivata richiesta al Comandante della Polizia Municipale e al Sindaco di Monopoli affinché venga istituito il cosiddetto “senso unico eccetto bici” (o, meglio, “doppio senso limitato alle biciclette”) sul tratto di via Procaccia che va dalla piscina comunale a Santo Stefano; e da lì all’incrocio con la s.c. Traiana-Lamandia (s.p. 90).

Individuazione dei due tratti su via Procaccia oggetto della richiesta

In una precedente comunicazione inviata all’associazione, infatti, il Comandante Cassano aveva confermato la possibilità che tale misura venisse adottata nel primo tratto (essendo soddisfatta, lungo i suoi 1300 metri, la larghezza minima prevista dal codice della strada), aggiungendo però di preferir rinunciare, in attesa della realizzazione del prolungamento della pista ciclo-pedonale che ora si arresta subito dopo la piscina comunale.

Data l’importanza della questione relativa alla sicurezza dei ciclisti, che con la bella stagione frequentano ancora più numerosi le strade urbane e periurbane, e data l’incertezza relativa ai tempi di realizzazione di tale opera, gli attivisti di #Salvaiciclisti ritengono sia preferibile ricorrere subito al “senso unico eccetto bici” su tale tratto.

Tale soluzione, infatti, consentirebbe con una spesa irrisoria (relativa solo alla predisposizione dell’opportuna segnaletica verticale) di «salvaguardare i comportamenti “normali” e “naturali” dei ciclisti anziché vietarli costringendoli a percorsi più lunghi e “innaturali” nel nome di una presunta maggiore sicurezza» (cit. Matteo Dondé, link).

Sul secondo tratto lungo soli 650 metri, invece, la stessa misura non risulta attuabile, non essendo garantita la larghezza minima prevista dalle norme. Ricordando però che, durante il periodo estivo, su tale tratto viene già istituito un senso unico alternato che consente il transito alle auto munite di autorizzazione, si ritiene che tale possibilità possa essere facilmente estesa alle biciclette durante tutto l’anno, o almeno nello stesso periodo estivo.

Non risulterebbe altrimenti comprensibile perché chi provenga in auto dalle località a sud di Monopoli (Capitolo, Savelletri, etc) e sia diretto a Santo Stefano, debba potersi risparmiare il percorso più lungo sulla strada provinciale 90; mentre chi lo faccia in bici debba essere costretto a percorrere quello stesso tragitto più lungo e pericoloso (s.p. 90 più trafficata, percorsa da mezzi a maggiore velocità e priva di banchine laterali).

L’insieme delle due soluzioni proposte consentirebbe ai ciclisti che provengono dalle località a sud di Monopoli di raggiungere la via Procaccia e percorrerla, con maggiore sicurezza rispetto alla s.c. Traiana-Lamandia, per entrare a Monopoli.

Per approfondimenti:

pinkopalla

Credo che la vostra proposta non sia condivisibile, perchè creerebbe una situazione di confusione per gli utenti, che potrebbe facilmente tradursi in situazioni di pericolo per tutti, particolarmente per i ciclisti, quali soggetti meno protetti in caso di impatto. Cordiali saluti.

c.micelli

In realtà, diversamente da quanto potrebbe pensare chi non va in bicicletta, la condizione di sicurezza maggiore per tutti si ha proprio quando ciclista ed automobilista hanno la possibilità di vedersi, stabilendo un contatto visivo.
Inoltre, su via Procaccia vige il limite di velocità di 30 km/h, e il fatto che la strada sia stretta e non rettilinea fa in modo che non si possano raggiungere comunque velocità troppo elevate.

Viceversa, percorrere la s.p. 90 (alternativa a cui i ciclisti sono costretti a causa del senso unico instaurato su via Procaccia da metà 2014) è di gran lunga più pericoloso, in quanto su quella strada vige un limite di 50 km/h e tale limite è raramente rispettato dai mezzi a motore. Inoltre, la provinciale è interessata da un flusso veicolare molto superiore rispetto a via Procaccia e non è nemmeno dotata di banchine laterali.

Via Procaccia ha indubbiamente una vocazione legata al benessere fisico e al contatto con la natura e con lo splendido mare a sud di Monopoli. Chi vuole fare le corse in auto può e deve preferire altri itinerari.

pinkopalla

In effetti non vado in bici, quindi potrei avere un punto di vista impreciso. In ogni caso, chiarisco che il senso del mio primo commento voleva essere che, se la proposta di Salvaiciclisti fosse attuata, un automobilista che percorresse via Procaccia avrebbe in testa l’idea che essa è a senso unico e molto probabilmente non starebbe a pensare che in realtà potrebbe trovarsi di fronte un ciclista. Per esempio, potrebbe pensare di poter sorpassare anche in curva o di poter “stringere” senza pericolo qualche curva, salvo (ri)prendere coscienza della situazione effettiva solo correndo e soprattutto facendo correre a qualche ciclista (soggetto debole) rischi seri. Quanto ai limiti di velocità, credo che purtroppo non siano rispettati quasi sempre (anche perchè a volte sono quasi anacronistici). Insomma, io credo che la proposta di Salvaiciclisti implica, tanto per i ciclisti quanto per gli altri utenti della strada, il crearsi di una situazione di fatto fortemente rischiosa.

c.micelli

Ovviamente il doppio senso (limitato alle biciclette) andrebbe adeguatamente segnalato.
Non che questo sia automaticamente sufficiente a scoraggiare comportamenti molto spesso poco prudenti da parte degli utenti della strada; ma via Procaccia è già molto frequentata da ciclisti, podisti e gente che passeggia in tutte le direzioni. Gli automobilisti dovrebbero già sapere di dover adottare la massima prudenza possibile.
Il rispetto dei limiti di velocità, la guida attenta e la consapevolezza di dover condividere la strada con tutti gli altri utenti (motorizzati e non) sono gli elementi di base per la sicurezza e la convivenza civile.

pinkopalla

In linea teorica sono d’accordo con te. All’atto pratico, almeno inizialmente – ma spero vivamente di sbagliarmi – ci sarà qualcuno che rischierà per la “causa”.

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