#Salvaiciclisti rinnova la richiesta per il “senso unico eccetto bici” su via Procaccia

Nei giorni scorsi #Salvaiciclisti, insieme ad altre associazioni attive sul territorio monopolitano, ha presentato una nuova e motivata richiesta al Comandante della Polizia Municipale e al Sindaco di Monopoli affinché venga istituito il cosiddetto “senso unico eccetto bici” (o, meglio, “doppio senso limitato alle biciclette”) sul tratto di via Procaccia che va dalla piscina comunale a Santo Stefano; e da lì all’incrocio con la s.c. Traiana-Lamandia (s.p. 90).

Individuazione dei due tratti su via Procaccia oggetto della richiesta

In una precedente comunicazione inviata all’associazione, infatti, il Comandante Cassano aveva confermato la possibilità che tale misura venisse adottata nel primo tratto (essendo soddisfatta, lungo i suoi 1300 metri, la larghezza minima prevista dal codice della strada), aggiungendo però di preferir rinunciare, in attesa della realizzazione del prolungamento della pista ciclo-pedonale che ora si arresta subito dopo la piscina comunale.

Data l’importanza della questione relativa alla sicurezza dei ciclisti, che con la bella stagione frequentano ancora più numerosi le strade urbane e periurbane, e data l’incertezza relativa ai tempi di realizzazione di tale opera, gli attivisti di #Salvaiciclisti ritengono sia preferibile ricorrere subito al “senso unico eccetto bici” su tale tratto.

Tale soluzione, infatti, consentirebbe con una spesa irrisoria (relativa solo alla predisposizione dell’opportuna segnaletica verticale) di «salvaguardare i comportamenti “normali” e “naturali” dei ciclisti anziché vietarli costringendoli a percorsi più lunghi e “innaturali” nel nome di una presunta maggiore sicurezza» (cit. Matteo Dondé, link).

Sul secondo tratto lungo soli 650 metri, invece, la stessa misura non risulta attuabile, non essendo garantita la larghezza minima prevista dalle norme. Ricordando però che, durante il periodo estivo, su tale tratto viene già istituito un senso unico alternato che consente il transito alle auto munite di autorizzazione, si ritiene che tale possibilità possa essere facilmente estesa alle biciclette durante tutto l’anno, o almeno nello stesso periodo estivo.

Non risulterebbe altrimenti comprensibile perché chi provenga in auto dalle località a sud di Monopoli (Capitolo, Savelletri, etc) e sia diretto a Santo Stefano, debba potersi risparmiare il percorso più lungo sulla strada provinciale 90; mentre chi lo faccia in bici debba essere costretto a percorrere quello stesso tragitto più lungo e pericoloso (s.p. 90 più trafficata, percorsa da mezzi a maggiore velocità e priva di banchine laterali).

L’insieme delle due soluzioni proposte consentirebbe ai ciclisti che provengono dalle località a sud di Monopoli di raggiungere la via Procaccia e percorrerla, con maggiore sicurezza rispetto alla s.c. Traiana-Lamandia, per entrare a Monopoli.

Per approfondimenti:

#salvaiciclisti Terre del Sud patrocina la mostra fotografica “Viaggio in Italia” di Daniele De Lonti

© Daniele De Lonti ‘Viaggio in Italia’ – Caserta, 2002

L’associazione #Salvaiciclisti – Terre del Sud, insieme alle ASD Ciclo Club Monopoli e Nardelli Sport Total Bike, presenta la mostra fotografica “Viaggio in Italia” di Daniele De Lonti, organizzata dal Centro Ricerche per la Fotografia Contemporanea e patrocinata dal Comune di Monopoli.

La mostra sarà inaugurata alle ore 18 di sabato 28 maggio presso il Castello Carlo V a Monopoli e sarà aperta fino al 19 giugno 2016.

Nel promuovere la mostra, le tre associazioni vogliono promuovere e incoraggiare i diversi possibili utilizzi della bicicletta, da quello quotidiano, che consente di muoversi in città in modo veloce, economico e – perché no – divertente e salutare, arrivando direttamente in luoghi dove i mezzi motorizzati non arrivano; a quello turistico, che offre la velocità ideale per scoprire e apprezzare le bellezze del territorio; a quello sportivo, su strada e su percorsi off-road.

Agli occhi di #salvaiciclisti, impegnata nella campagna per la sicurezza degli utenti leggeri della strada, nelle bellissime foto di De Lonti, il passaggio dei ciclisti del Giro sembra voler evidenziare, oltre alla bellezza del paesaggio italiano, anche e soprattutto quella realtà quotidiana in cui la bici può esprimere il meglio di sé e in cui si misura la vivibilità dei nostri centri urbani. Vivibilità che può essere migliorata solo adottando un moderno modello di mobilità che riduca l’uso dei mezzi motorizzati, a favore di spostamenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici.

Ma la bici è anche bellezza e armonia: nella semplicità delle sue linee e dei suoi meccanismi si svela un sorprendente strumento, capace di mettere in relazione l’uomo con i luoghi che attraversa e le popolazioni che incontra. E tale vitalità emerge magistralmente dalle opere esposte.

 


 

salvaiciclisti.terredelsud@gmail.com
www.facebook.com/salvaiciclisti.terredelsud

Nuove aree blu e mobilità urbana a Monopoli: quali obiettivi?

L’imminente implementazione di “aree blu” per il parcheggio a pagamento in alcune strade del centro murattiano ha suscitato reazioni discordanti tra residenti e commercianti (vedi qui per le proteste di alcuni e qui per le precisazioni addotte dal Comune).

game-over

Analizzando il progetto, non sembra l’Amministrazione abbia affrontato la problematica pensando a tutti i risvolti possibili e, soprattutto, non è chiaro quali obiettivi si sia posta.

Le politiche di gestione dei parcheggi nel nostro centro urbano dovrebbero mirare soprattutto a disincentivare l’uso del mezzo motorizzato privato a favore di spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici.

La predisposizione di poche zone a pagamento o di zone a disco orario, pur teoricamente facilitando il ricambio delle auto parcheggiate, a beneficio delle attività commerciali, non garantisce tale risultato; al contrario rischia di incrementare il numero di auto che girano per le strade alla ricerca di un parcheggio, sia nella stessa zona, sia soprattutto nelle zone adiacenti.


L’Amministrazione dovrebbe dare un segnale chiaro a cittadini e “forestieri”: l’uso dell’auto per arrivare in centro o per spostarsi da una parte all’altra della città deve essere scoraggiato in una città in cui si vogliano recuperare sicurezza, qualità della vita e spazi di aggregazione, finora sacrificati ad un uso troppo spesso indiscriminato dell’automobile.

Chi preferirà adoperare l’auto, potrà parcheggiare in apposite aree a ridosso del centro. Chi vorrà attraversare il centro, dovrà seguire (come da prassi nell’implementazione delle cosiddette zone 30) dei percorsi non lineari opportunamente studiati che, richiedendo maggiori tempi di percorrenza, inviteranno a preferire itinerari extramurari, dove un maggiore flusso di traffico crea meno disagio.

Ovviamente andranno sempre tutelate le categorie per le quali l’uso dell’auto è indispensabile: diversamente abili, anziani con difficoltà motorie, etc.


È evidente come questi risultati non possano essere conseguiti improvvisando singole misure che interessano una zona limitata della città, ma debbano essere frutto di una pianificazione approfondita, estesa e che riguardi tutti gli aspetti della mobilità urbana (per la redazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile – PUMS – e dei Piani per la Mobilità Ciclistica sono anche disponibili strumenti tecnici e risorse finanziarie regionali e comunitarie).

Per quanto riguarda il parcheggio, ad esempio, si potrebbe implementare una ZSR (Zona a Sosta Regolamentata) estesa a tutto il centro urbano, opportunamente suddivisa in macro-zone: i residenti avrebbero diritto ad un tagliando (dal costo annuale di poche decine di euro) che gli consenta di parcheggiare nella zona in cui hanno la residenza. Il piano andrebbe ovviamente affiancato dalla realizzazione di parcheggi periferici di scambio (Park & Ride) e dal potenziamento del trasporto pubblico locale.

La vigilanza e la gestione delle ZSR e dei parcheggi di scambio potrebbero essere affidate ad una cooperativa di giovani e/o disoccupati, che potrebbero svolgere anche molte altre funzioni di monitoraggio dei servizi urbani: ricognizione di problematiche connesse alla viabilità, alla segnaletica stradale, al posizionamento dei cassonetti, al dissesto dei marciapiedi, alle difficoltà di spostamento dei disabili, etc.; attività facilmente integrabili con le funzionalità di una “App Civica” (della quale il Comune di Monopoli si è già recentemente dotato).

I proventi dell’attività andrebbero vincolati e destinati al miglioramento e al potenziamento degli stessi sistemi di mobilità urbana.


Inoltre, un approccio moderno ed innovativo ai temi della mobilità può costituire la chiave di volta per uno sviluppo sostenibile di tutto il territorio: il complesso dei sistemi di mobilità urbana ed extraurbana costituisce il tessuto nervoso che connette tutte le attività che vi si svolgono (da quelle artigianali a quelle produttive, commerciali, culturali, etc…) e può rappresentare una componente strategica e caratterizzante all’interno di un modello di sviluppo integrato e sostenibile.

L’obiettivo deve essere ambizioso: reinterpretare la città, creando le condizioni perché tutti possano muoversi velocemente e in sicurezza, riappropriandosi di quegli spazi che ora sono sacrificati al dominio esclusivo dell’automobile: gli anziani potranno uscire per passeggiare, i bambini potranno tornare a giocare per strada, i giovani potranno scoprire nuove modalità di incontro e aggregazione, i turisti troveranno un sistema integrato di servizi di mobilità che gli consenta di fruire in modo sostenibile delle risorse offerte dalla città e dal territorio. Monopoli deve diventare una Città a misura di persona!

sic-tondo

Gli scolapiatti di Babbo Natale

Babbo Natale in versione PRUACS

Quest’anno Babbo Natale ha portato ai monopolitani dei bellissimi scolapiatti pubblici. Tutti possono usufruirne liberamente, recandosi nelle piazzette di via Quasimodo nel quartiere INA Casa oppure in piazza XX Settembre.

Uno degli scolapiatti pubblici nel quartiere INA Casa

Alcuni sostengono che in realtà siano delle rastrelliere per biciclette, ma è evidente che si sbaglino.

Abbiamo infatti provato ad utilizzarli come cicloposteggi, ma i risultati sono stati a dir poco deludenti:

  • Un cicloposteggio dovrebbe offrire un solido appoggio alla bicicletta, mantendola in piedi; in questi, invece, la bici viene “parcheggiata” incastrando la ruota anteriore nelle feritoie: tutto il peso della bici grava sui raggi della ruota ed è quasi inevitabile che raggi e cerchione ne risultino danneggiati

    Tutta la bici appoggia sui raggi della ruota anteriore
  • Appoggiando solo sui raggi, la bici non è affatto stabile e basta un soffio per farla cadere di lato, distruggendo del tutto raggi e cerchione

    Ecco cosa può accadere se si cerca di parcheggiare una bici in uno scolapiatti
  • Un cicloposteggio dovrebbe offrire un ancoraggio sicuro, a prova di furto, consentendo di assicurare alla struttura della rastrelliera (con una catena o un lucchetto) sia la ruota, ma soprattutto il telaio. In questo caso invece, è possibile legare solo la ruota anteriore: per un ladro è molto facile portare via la bicicletta, lasciando la ruota agganciata alla rastrelliera

    La bici perduta

Siamo convinti che se Babbo Natale avesse voluto regalare ai cittadini di Monopoli delle rastrelliere per bici, avrebbe pensato a qualcosa di funzionale, magari prendendo spunto dai tantissimi esempi che si possono trovare in giro. D’altra parte, saprà certamente che è sufficiente una semplice ed economica struttura ad U rovesciata per offrire un appoggio sicuro e la possibilità di legare il telaio:

Esempi di rastrelliere funzionali

 

Altri esempi

E siamo sicuri che a Santa Klaus non sarebbe mai venuto in mente di sprecare tempo e denaro per far realizzare agli elfi della sua officina degli oggetti non perfettamente rispondenti alla funzione.

Caro Babbo Natale, apprezziamo molto l’idea dello scolapiatti: è molto originale! Ma l’anno prossimo, per favore, portaci delle rastrelliere.

E se proprio i tuoi elfi non sanno come realizzarle, comincino a dare un’occhiata a queste semplici guide:

#bastamortinstrada – Monopoli 9 novembre 2014 – I contributi dei cittadini

Secondo l’ultimo rapporto ACI-ISTAT, nel 2013 si sono registrati 181.227 incidenti stradali con un totale di 3.385 morti e 257.421 feriti.

Il 75% degli incidenti avviene in ambito urbano, dove pedoni, ciclisti e conducenti di scooter sono le principali vittime: nel solo 2013 sono morti 549 pedoni e 249 ciclisti.

Anche Monopoli, purtroppo, contribuisce a questa drammatica statistica: il 20 settembre scorso una donna è morta investita da un furgone in pieno centro; martedì 4 novembre un altro pedone è stato investito da un’autovettura in via Vittorio Veneto, fortunatamente senza gravi conseguenze.

È colpa del fato e della casualità? È colpa della guida disattenta? È colpa della mancanza di controlli e di sanzioni per chi viola le regole? Che responsabilità hanno gli amministratori?

E tu ti senti sicuro a camminare e pedalare in città?
Cosa si potrebbe fare per migliorare sicurezza e vivibilità delle nostre strade?


Qui il link alle foto della manifestazione


I contributi dei cittadini:

  • Chi provoca incidenti dovrebbe essere condannato per aver ucciso un innocente, per la sua imprudenza e stupidaggine.
  • Io personalmente non mi sento sicuro, sia a camminare sia a pedalare in città. Ci vorrebbero piste ciclabili fatte bene, con criterio; grosse sanzioni per chi non rispetta le regole.
    Gli incidenti secondo me capitano sia per disattenzione alla guida, si pensa al cellulare che è ormai la “malattia del secolo”, ma c’è un punto a sfavore del ciclista, che lui può andare in tutti i sensi di marcia perché molto spesso anche se quello che guida il veicolo rispetta i limiti di velocità ed è attento, molto spesso ti vedi il pedone che ti sfreccia e riesci a non renderlo per un pelo.
  • Piste ciclabili e ZTL sarebbero l’ideale. Per le ZTL almeno nei giorni festivi. Non sarebbe una grossa spesa.
  • Mancato rispetto leggi dovuto a cattiva educazione civica, dovuto anche a mancato controllo da parte del servizio pubblico.
  • Personalmente ritengo che il problema non riguardi solo la categoria dei pedoni o coloro che utilizzano la bici. Una maggiore prudenza va adottata anche dai conducenti delle bici che spesso, per non dire sempre, non rispettano le norme stradali. Personalmente mi è capitato di vederli andare controsenso o attraversare da destra. Non solo, spesso anche questi utilizzano il telefono. E allora, se i conducenti degli autoveicoli devono sicuramente moderare la velocità, è anche vero che chi utilizza bici o va a piedi deve comunque rispettare le norme. Più rispetto insomma per il prossimo. Nessuno è padrone della strada, ma se ognuino di noi fosse più prudente e attento a ciò che ci sta attorno, forse qualcosa potremmo migliorarla.
  • Sarebbe bello se ognuno di noi andasse in bici e a piedi anche per un discorso salutare.
  • Piste ciclabili per unire i vari luoghi della città, non solo per decorarla e non solo ad uso della politica e dell’informazione di partito. Più strisce pedonali a tutela di chi va a piedi.
  • Sono più di due mesi che ho deciso di prendere l’auto solo quando è necessario e mi sento molto meglio. Unico neo è che camminando in città sono costretto a respirare molto smog. Proporrei di chiudere al traffico, oltre al centro storico, anche il borgo.
  • Le amministrazioni comunali devono ampliare il parco autobus e incentivare l’uso della bicicletta. Una soluzione potrebbe essere l’istituzione di sempre più aree pedonali, invece delle piste ciclabili, spesso progettate male e realizzate peggio; anche una tassazione legata all’utilizzo “spregiudicato” delle auto non sarebbe una cattiva idea.
  • Vorrei che ci fossero delle strisce pedonali e più segnali stradali.
  • Bisogna ridurre il numero di auto in circolazione e far pagare i parcheggi profumatamente.
  • Rivedere il codice della strada rispettando quel che già è previsto. Non servono nuove piste ciclabili, ma è necessario riformulare regole e sistemi per la naturale integrazione del traffico veicolare con quello pedonale ciclistico. Sono necessarie sempre più campagne di sensibilizzazione su tutti i fronti: scuole, piazze, spazi pubblici ed eventi che incentivino l’uso della bici, dell’andare a piedi limitando al massimo l’uso delle automobili. Lo spazio pubblico come mezzo di riappropriazione della città per una rigenerazione degli stessi spazi.
  • Io non mi sento sicuro perché sulle piste ciclabili ci vanno anche i pedoni. Potemmo diminuir il numero della auto.
  • Non mi sento né sicura ne protetta. Si fanno tante opere di viabilità per le automobili; e noi pedoni e ciclisti? Non siamo considerati neanche dagli automobilisti perché non ci sono sanzioni che ci fanno rispettare. Meno traffico nel fine settimana, più spazio e aree attrezzate per i ciclisti. Nelle città i lavoratori possono arrivare con l’utilizzo dei treni e poi con le loro bici agli uffici o ai luoghi di lavoro. Bambini nelle scuole con la realizzazione di piedibus o bicibus e tanto tanto rispetto per noi pedoni-ciclisti. Aree video sorvegliate dove poggiare in sicurezza le nostre bici.
  • Colpa della guida disattenta. Migliorare le piste ciclabili. Creare zone riservate ai ciclisti e pedoni.
  • Io penso che ci devono essere più controlli delle forze dell’ordine per controllare ragazzi che bevono e fanno uso di stupefacenti e altro più questi extracomunitari che ci sono, che sono pecore smarrite.
  • Nelle città, fattispecie Monopoli, Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardie Forestali. Si gira in macchina con telefonini alle orecchie e tutti, dico tutte le forze di polizia lasciano correre. Nessuno viene fermato e sanzionato!! Pedoni in forte pericolo. Il sindaco della città di Monopoli esca dal palazzo e si interessi della sicurezza della viabilità!!! Muoversi!!!
  • Non è colpa della casualità, ma della distrazione o dei cellulari. Per evitare certi inconvenienti bisognerebbe fare più attenzione nella guida, rispettare le strisce pedonali, ma anche i ciclisti dovrebbero camminare sulle piste ciclabili.
  • La vera responsabilità di tutto ciò che accade nella nostra Nazione è del governo centrale, che per colpa del patto si stabilità avvengono tagli ai servizi che i nostri comuni ci dovrebbero garantire. Stiano vivendo una situazione drammatica (in tutti i sensi). Spero che questa situazione abbia fine al più presto per il bene di questa comunità.
  • Credo che la risposta debba venire dalle istituzioni incrementando i controlli sul traffico e inasprendo le sanzioni.
  • Credo che la prima cosa da fare sia controllare con più efficienza da parte delle forze pubbliche l’uso del telefonino, perché la distrazione da parte di chi guida è importante. Le telefonate ti possono portare al nervosismo e maggiormente alla distrazione. Quindi controllo più mirato.
  • Una cosa che andrebbe fatta e che manca è la cultura della mobilità sostenibile. Ovvero: ad oggi vige il mito della potenza. Ai ragazzi viene insegnato che esistono degli step obbligatori: 14 anni = motorino; 16 anni = motore più potente; 18 anni = auto ( e più è potente meglio è). Bisognerebbe insegnare sin da piccoli che gli status symbol non sono necessariamente quelli, che ci sono obiettivi più importanti, e che le auto sono mezzo di locomozione, ma non sono sempre necessari e in alcuni casi sono davvero pericolosi.
  • Secondo me c’è poca responsabilità o disattenzione, pochi controlli. Avendo esperienza come cittadina in altre città, secondo me servono regole giuste, mentre non mettere la cintura di sicurezza o parlare al cellulare mentre si guida sono cose sbagliate.
  • Vorrei avere più strisce pedonali e più vigili che sorveglino le macchine.
  • Ogni giorno, infatti, constato la mancanza di sicurezza sulla strada, da parte dei pedoni soprattutto… e penso che servirebbe una vigilanza maggiore da parte delle autorità competenti (Vigili Urbani in primis!!) Per quanto riguarda i ciclisti e conducenti di scooter, penso che sia invece necessaria più informazione e formazione degli stessi circa la loro presenza sulla strada. Vedo, infatti, comportamenti sbagliati da parte di alcuni di loro (c’è chi non utilizzale piste ciclabili invadendo la strada…)
  • Prima di tutto ci vuole un po’ di educazione tra i cittadini. Anche un po’ di piste ciclabili andrebbero bene.
  • Limitare il traffico nei centri urbani e prediligere le bici, il trasporto pubblico e pedonale.
  • È necessario iniziare una campagna di educazione stradale nelle scuole, al fine di sensibilizzare i bambini (sin dalla più giovane età: scuola materna) e i genitori che devono essere d’esempio. In più, le autorità competenti devono poter assicurare strade sicure, illuminate, con segnaletica adeguata, manto stradale rifatto e anche controlli, non finalizzati a penalizzare i conducenti di auto ma a “formarli” e, perché no, anche a premiarli quando si comportano bene (all’estero la polizia regala fiori durante i posti di blocco quando il conducente di auto o di biciclette è a posto e rispetta regole e pedoni!!).
  • No, io non mi sento sicura per strada perché ci sono persone che con la macchina vanno a mille e infatti proprio per questo fatto si svolgono incidenti.
  • Piano mobilità urbana: a) piste ciclabili sicure senza attraversamenti; b) parcheggio sotto la piazza V. Emanuele; c) bike-sharing. 2. Educazione nelle scuole. 3. Più vigili per strada.
  • Il codice della strada va rispettato anche dai ciclisti.
  • Poche piccole piste ciclabili, strade non asfaltate, ma soprattutto anche poca igiene per strada e quindi pedoni e ciclisti per scansare escrementi vanno per strada. Appello al Comune di Monopoli anche per più controlli con giovani volenterosi al lavoro per ripristino anche buche stradali.
  • Per quanto riguarda l’uso della bici da considerare molto importante per la salute, ma anche per l’inquinare molto meno l’ambiente, io suggerirei di insegnare a scuola da subito ai bambini la segnaletica. Inoltre ancora ben vengano le costruzioni delle piste ciclabili, molto importanti rispetto alle corsie degli automobilisti i quali dimenticano spesso le basse velocità sulla strada.
  • Pista ciclabile nord non collegata con le altre. Male asfaltate. Nelle piste non c’è una parte riservata ai pedoni. Chiesto a Zazzera Aldo il ripristino della pista vicino Eco Leather e ribadito: nessuna risposta.
  • Si potrebbe solamente ampliare la pista ciclabile/pedonale almeno nella parte periferica e magari spingere la Polizia a intensificare i controlli sulle strade.
  • Nella nostra cittadine di certo sia il pedone sia il ciclista non vengono salvaguardati. La pecca, certamente, ricade sulla nostra amministrazione in quanto no ha ancora provveduto a dare continuità ai tanti piccoli trati di piste ciclabili e pedonali realizzati qua e là in paese. Non servono grandi ingegneri, o amministratori di un cero calibro; basterebbe solo un po’ di buon senso.
  • Educazione e sensibilizzazione maggiori ad una guida responsabile attenta. Ampliamento pista ciclabile.
  • Nella maggior parte dei casi il fato non c’entra ulla. Il problema può essere la guida disattenta degli automobilisti, ma anche quella dei ciclisti. In questi ultimi mesi, nella mia città, si è registrato un aumeno sostanziale di ciclisti che, in molti casi, o rispettano le regole del codice della strada. Servirebbe, dunque, un “patentino” per i ciclisti, esattamente come in Germania; già dalle scuole elementari si frequenta un corso per “giovani ciclisti”. Tuttavia andrebbe migliorato il sistema di pite ciclabili ed estendere il limite di 30 km/h anche nelle strade “secondarie”.
  • Sicuramente la guida disattenta è una delle cause principali dovuta alle carenze di controlli stradali; ma anche la carenza di strutture (es. piste ciclabili) sono secondo me le cause principali di questo dato elevato di incidenti stradali.
  • Aggiungere semafori e strisce pedonali per agevolare il rapporto tra auto e pedoni.
  • Le motivazioni sono molteplici: piste ciclabili non adeguate, cultura del non fermarsi in prossimità delle strice pedonali, scarsa illuminazione.
  • Secondo me, per evitare ulteriori incidenti in città e fuori, serve anzitutto il buonsenso di ogni cittadino, in quanto deve essere lui stesso a capire i comportamenti da adottare. Poi, se le amministrazioni locali, provinciali e regionali istituissero più posti di blocco nei punti nevralgici, specialmente sulle autostrade e superstrade, facendo controlli più mirati, sicuramente si eviterebbero molti problemi.
  • Nella strada ci devono essere più strisce pedonali.
  • Non mi sento sicura affatto!!! Chiuderei alcune strade al traffico; aumenterei le piste ciclabili. Toglierei la patente a chi guida con bambini seduto sui sedili davanti, a chi guida telefonando!!! Aumenterei (… se già esistesse!) il controllo sulle strade in paese.
  • Far sì che ci siano più piste ciclabili per evitare gli incidenti più catastrofici.
  • Più strisce pedonali.
  • Vorrei che ci fossero più strisce pedonali così le persone di diverse età potrebbero attraversare le strade con tranquillità.
  • Per migliorare la viabilità bisognerebbe potenziare i mezzi pubblici ed incentivare l’uso di biciclette.
  • Andate piano e non guidate quando parlate al telefono.
  • Guidare con una buona prudenza, rispettare le strisce pedonali e non guidare quando si beve. Non fare i bulli quando ci sono degli anziani. Rispettare.
  • Rendere la strada adatte alla mobilitazione delle bici.
  • Bisogna essre più severi con le auto che non rispettano le regole della strada.
  • Bravi, ottima iniziativa!!
  • Secondo me quando vado per strada non mi sento sicuro perché le macchine e i motori vanno troppo veloci e gli autisti a volte sono anche distratti alla guida. Quindi io vorrei più piste ciclabili per sentirmi più sicuro.
  • Sento l’esigenza di un maggior numero di piste ciclabili collegate tra di loro ed anche con Comuni limitrofi che siano progettate e realizzate a regola d’arte.
  • Le piste ciclabili non sono sicure e contiune. Di solito sono usate come parcheggio.
  • Quando sarà posta fine allo stato indecoroso dell’anello stradale del borgo? Sono i nostri soldi che vengono sperperati.
  • 1) Rete efficiente di piste ciclabili 2) Creazione di parcheggi per liberare le strade. 3) Creazione di isole pedonali (tutto il borgo murattiano)
  • Ritiro patente a vita. In prossimità degli attraversamenti pedonali mettere dei rallentatori di velocità.
  • Più attenzione alle piste ciclabili specialmente quella che si trova di fronte al ristorante Lido Bianco.
  • Più piste ciclabili con possibilità di maggiore circolazione pedonale per bambini e famiglie.
  • Educazione e rispetto delle norme e rispetto del codice della circolazione stradale da parte dei ciclisti (patentini?). Da parte del Comune più piste ciclabili e pavimentazione stradale più curata.
  • Mi sento molto sicuro. Però si potrebbe migliorare la strada sequestrando i petardi.
  • Penso che se mettessero milioni e milioni di vigili il mondo sarebbe migliore.
  • Ridurre o meglio far rispettare i limiti di velocità per le auto, anche con mezzi coatti come dissuasori.
  • Maggiori servizi per ciclisti e pedoni come piste ciclabili e parchi.
  • Bisogna regolamentare la viabilità cittadina per la sciare spazio ai cittadini: pedoni, ciclisti, bambini che vogliono godere anche loro la loro città.
  • Avendo un bimbo con il desiderio di andare in bici, in realtà, per una sicurezza che non c’è, la usiamo pochissimo. Suggerirei che le piste attualmente essitenti si collegassero al centro per permettere un uso quotidiano del mezzo a due ruote.
  • Ritengo che il trasporto pubblico sia poco utilizzato (anche perché male organizzato). Dando la possibilità di usufruirne adeguatamente, si ridurrebbe notevolmente il numero di pedoni e automobilisti, a tutto vantaggio dei ciclisti e motociclisti, per i quali si potrebbero pensare modi, tempi e percorsi alternativi (vie a loro dedicate, orari o giornate interdette al traffico automobilistico. Migliori condizioni di manutenzione di strade, bici in comodato gratuito, possibilità di parcheggio pubblico per la bici per chi non ha la fortuna di un garage proprio, etc…). Per incentivare l’utilizzo dei bus cittadini il primo passo è renderlo servizio gratuito e perfezionare i percorsi. Niente di difficile: un po’ di buona volontà.
  • Le responsabilità sono sicuramente da attribuire a diversi fattori, individuali e amministrative. Quelle individuali sono note e bisognerebbe che si impostasse una seria campagna di educazione stradale mirata e che si rivolga non solo agli studenti, ma soprattutto ai loro genitori. L’amministrazione, dal canto suo, dovrebbe incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici, chiudendo al traffico vaste aree urbane e sanzionando pesantemente i comportamenti scorretti degli automobilisti. Andrebbe anche potenziata illuminazione pubblica di diverse zone periferiche della città, ricordando che noi cittadini paghiamo una tassa per questo tipo di servizi. E comunque multe, multe, multe a chi ha comportamenti scorretti e pericolosi.
  • Vorrei più strisce pedonali e più rampe.
  • Eliminare le auto.
  • Sono contento di questa manifestazione di sensibilizzazione in un paese come Monopoli, dove scarseggiano strade ciclabili, mancano parchi dove portare i bambini che possano camminare liberi da pericoli. Un’altra cosa che il borgo è diventato una pista non per ragazzi, ma per adulti e molte volte sono i pedoni a scansare le bici e non le bici a scansare i pedoni. Comunque credo che bisogna faer qualcosa per togliere il pericolo e lasciare solo i ragazzini a giocare sul borgo e non gli anziani.
  • La penso allo stesso modo, cioè mancanza di controlli: soprattutto non fanno multe. Nel centro storico c’è caos. Quando metteranno le videocamere? Mancanza di controlli di notte dove c’è un giro di alcool e di bevitori che si mettono alla guida.
  • È principalmente colpa della disattenzione degli automobilisti

Cinque domande sulla promozione della mobilità ciclistica e dell’intermodalità treno+bici in Puglia

Al Presidente della Regione Puglia
All’Assessorato alle Infrastrutture Strategiche e Mobilità della Regione Puglia
All’Agenzia Regionale per la Mobilità nella Regione Puglia
Alla Direzione Regionale di Trenitalia
P.C. agli Organi di Stampa

Oggetto: Cinque domande sulla promozione della mobilità ciclistica e dell’intermodalità treno+bici in Puglia

In occasione del convegno Intermodalità in Adriatico, organizzato dalla Regione Puglia e dell’Autorità Portuale del Levante il 3 dicembre u.s presso l’Hotel Palace a Bari, #salvaiciclisti e alcune associazioni pugliesi attive nel campo della mobilità ciclistica, della tutela dell’ambente e del territorio, hanno presentato il documento “Cinque domande sulla promozione della mobilità ciclistica e dell’intermodalità treno+bici in Puglia.

In un’ottica di collaborazione con l’Amministrazione Regionale, le associazioni chiedono chiarimenti su alcune questioni riguardanti il trasporto delle biciclette sui treni regionali e sullo stato di attuazione della recente L.R. n.1/2013 dal titolo “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”.

Si trasmette in allegato il documento in oggetto.

Distinti saluti

Cosimo Micelli
Marco Terzi
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#salvaiciclisti
Terra d’Egnazia
SmartCitizen
Velo Service
Cicloamici Fiab Foggia
Facciamolo in Bici
Su due pedali
CicloMurgia
Ruotalibera Fiab Bari
Legambiente Area Metropolitana Bari
Enrico Melissano Lecce

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Il testo della lettera è disponibile qui

Lettera aperta a Regione Puglia e Trenitalia

Bari, 24 maggio 2013

Al Presidente della Regione Puglia
All’Assessorato alle Infrastrutture Strategiche e Mobilità della Regione Puglia
All’Agenzia Regionale per la Mobilità nella Regione Puglia
Alla Direzione Regionale di Trenitalia
P.C. agli Organi di Stampa


Oggetto:
    Trasporto bici sui treni regionali: salta l’accordo tra Trenitalia e Regione Puglia?

Da alcune settimane il personale viaggiante di Trenitalia afferma che dal 1° giugno prossimo verrà sospesa la gratuità del trasporto bici sui treni regionali o che verranno apportate delle non precisate modifiche al protocollo d’intesa che era stato sottoscritto il 16 luglio 2007 tra Regione Puglia e tutte le Ferrovie regionali, tra cui Trenitalia, con l’obiettivo di potenziare il trasporto integrato bici-treno sul territorio regionale.

Già il 15 marzo scorso Trenitalia aveva sospeso l’accordo, ma, fortunatamente, la sospensione era durata solo pochi giorni ed erano state date rassicurazioni da parte dell’Assessore uscente (http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/03/15/news/bici_treni-54633009/):

Occorre evidenziare come né a metà marzo, né adesso sia stata prodotta alcuna comunicazione ufficiale, da parte della Regione o di Trenitalia, intesa ad informare i passeggeri sulle variazioni riguardanti il servizio, col risultato che gli utenti si sono trovati e si trovano spesso in situazioni di grande disagio e incertezza.

Ricordiamo che il protocollo prevede, da un lato, che la Regione rimborsi le società ferroviarie per il mancato incasso del supplemento bici (per Trenitalia pari a € 3,5 a bicicletta) e, dall’altro, che le società si impegnino a realizzare e promuovere una serie di interventi e servizi atti ad agevolare la diffusione del trasporto intermodale bici-treno.

Da quando la convenzione è entrata in vigore, tanti sono stati i cittadini pugliesi che hanno riscoperto il treno, cogliendo questa importante opportunità (a beneficio non solo dell’ambiente ma anche del portafoglio) di utilizzare mezzi di trasporto ecologici alternativi all’auto e di contribuire alla promozione della mobilità ciclistica con il semplice e quotidiano buon esempio.

Ricordiamo, inoltre, come quell’accordo sia stato da esempio per altre Regioni, quali Campania, Basilicata, Marche, Liguria e Abruzzo, che hanno successivamente emulato il comportamento virtuoso della nostra Regione.

Non è concepibile che ora si pensi di depotenziare uno strumento che fornisce un supporto effettivo a chi sceglie di mettere in atto quotidianamente quelle buone prassi di mobilità, nonché un sostegno efficace per la promozione di quel modello di Mobilità Nuova, tanto urbana quanto turistica, che comincia lentamente a farsi strada in Italia e nella nostra regione.

E’ necessario, al contrario, che si continui a dare un segnale chiaro e di civiltà nella diffusione di un paradigma di mobilità alternativa all’auto: il mantenimento di tale accordo va a beneficio non solo dei ciclisti, ma dell’intera collettività.

Chiediamo quindi a Regione Puglia e a Trenitalia che la gratuità del trasporto bici sui treni regionali venga preservata; che il protocollo stesso venga salvaguardato nei contenuti attuali; che allo stesso protocollo venga data piena attuazione, potenziando i sistemi di trasporto intermodale treno-bici che, come ampiamente dimostrato nel resto d’Europa, possono contribuire a creare e rafforzare promettenti segmenti di sviluppo e occupazione legati al pendolarismo, al tempo libero e al turismo.

 

Restiamo a disposizione, fiduciosi in un positivo riscontro
Cordiali saluti

#Salvaiciclisti
Rete per la Mobilità Nuova
Smartcitizen – Bari
FIAB Onlus – Coordinamento Puglia e Basilicata

Comunicato stampa del 4 maggio 2013

SPAZI VERDI, ALBERI E PARCHEGGI: LA PAROLA AI CITTADINI

Osservazioni e proposte sul progetto PRUacs “Centro Storico” – Monopoli

Cittadini e associazioni chiedono all’Amministrazione Comunale la sospensione dei lavori ed un incontro per discutere la rivisitazione del progetto e la valutazione di una serie di proposte che possano contribuire ad una effettiva riqualificazione del quartiere.

Da alcuni giorni sono stati avviati i lavori di risistemazione del cosiddetto  “Quartiere INA casa prospiciente il fossato di via Cadorna” (via Manghisi, via Europa Libera, via Cadorna, via Pirano, via Quasimodo, via Verga), iniziativa compresa nel Programma PRUACS, con il quale è stato portato alla luce il torrione cinquecentesco in Piazza XX Settembre.

Dal confronto tra la planimetria del progetto e lo stato attuale dei luoghi si evince immediatamente come il quartiere rischi di trasformarsi in una grande area parcheggio desolante e assolata, contrariamente a quanto affermato nella relazione tecnica di progetto, in cui si parla di “significativa riqualificazione generale dell’area” e “realizzazione e ampliamento di spazi verdi”.

Gli spazi verdi e gli spazi attrezzati verrebbero significativamente ridimensionati, a causa della rimozione di diciannove alberi d’alto fusto e di dieci panchine, nonché della riduzione di un marciapiede in via Verga e della demolizione delle due piazzette alberate in via Quasimodo, penalizzando pesantemente la qualità urbana, il benessere e la vita dei residenti.

A ciò si aggiunga la mancata previsione della realizzazione di spazi verdi, né piantumazione di alberi o siepi, nella zona “Euro Ferramenta” (zona via Vecchia San Francesco da Paola, Via Manghisi, via Europa Libera), attualmente non dotata di alcuna area verde.

L’unico nuovo, esiguo spazio verde previsto nel progetto si trova nella stradina tra via Quasimodo e via Pirano tra le facciate (di cui una cieca) di due fabbricati distanti pochi metri (!).

E’ opportuno evidenziare che, sebbene il progetto preveda alcuni nuovi alberi, questi verrebbero collocati negli spazi angusti disponibili tra i nuovi parcheggi o a ridosso dei fabbricati, quindi necessariamente di piccola taglia e non paragonabili per numero e benefici a quelli che il progetto stesso prevede di rimuovere.

In verde, gli alberi destinati alla rimozione

Per riqualificare il quartiere si potrebbe, invece:

  • Arricchire con sistemazione a verde (alberi e/o aiuole) i nuovi marciapiedi già in fase di realizzazione nella zona di fronte all’Euro Ferramenta, in particolare nell’ampio marciapiede a sagoma triangolare tra via Vecchia San Francesco e via Manghisi.
  • Preservare gli spazi verdi attualmente esistenti, in particolare le due piazzette di via Quasimodo, riqualificandole in modo da renderle maggiormente fruibili da parte dei cittadini. Queste piazzette sono preziose in quanto sono gli unici spazi di gioco e svago a disposizione dei bambini della zona. I residenti potrebbero “adottare” tali spazi, collaborando alla pulizia e alla manutenzione degli stessi.
  • Abbellire le fermate degli autobus urbani in via Europa Libera mediante murales o decorazioni realizzate da artisti locali (a costo zero). Installare una tettoia, una panchina e la palina con informazioni sui percorsi e sulla frequenza dei passaggi.
  • Individuare alcune zone per il parcheggio di biciclette e dotarle delle relative rastrelliere.

E’ evidente, inoltre, come nessun numero di stalli possa soddisfare le esigenze di parcheggio derivanti dalla grande quantità di automobili che affolla il quartiere durante i mesi estivi.

La Porta Vecchia è infatti uno snodo centrale per la frequentazione delle spiagge, l’accesso al centro storico, il passeggio e la movida serali: centinaia di persone arrivano ogni giorno, quasi sempre in auto, aumentando in maniera insostenibile il carico di traffico nelle strade alla ricerca di un parcheggio.

Occorrono, quindi, delle misure efficaci per ridurre il traffico automobilistico e, conseguentemente, la necessità di parcheggi nella zona, come ad esempio:

  • Individuare una o due aree decentrate di parcheggio (ad esempio la zona che ospita il Gomma Park su via Procaccia), da collegare al quartiere e al centro storico mediante i minibus elettrici che saranno a breve a disposizione dell’Amministrazione Comunale, grazie agli stessi fondi PRUacs.
    Tale servizio sarebbe strategicamente utile anche in occasione di eventi e spettacoli nel centro storico, nonché nei periodi più frequentati dai turisti.
  • Implementare nel quartiere zone riservate ai residenti, zone con disco orario, o Zone a Sosta Regolamentata (ZSR) gratuita per i residenti, a pagamento per i non-residenti (mediante grattino).
  • Promuovere e incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici, come alternativa efficace, rapida e conveniente rispetto all’auto privata.

Ricordiamo che le aree verdi e la vegetazione nelle città rivestono un ruolo fondamentale: gli alberi sono in grado di produrre ossigeno, filtrare l’inquinamento (comprese le polveri sottili denominate PM10), schermare il rumore, migliorare il microclima. Il terreno naturale permette l’infiltrazione alla pioggia, scongiurando gli allagamenti. Le aree verdi offrono possibilità di svago, relax, attività sportive, e avvicinano gli esseri umani alla natura. Per un malato, vedere alberi invece di pareti di cemento facilita la guarigione. Un quartiere ricco di verde aumenta anche il valore degli immobili e delle proprietà.

Per approfondimenti e ulteriori immagini:
http://monopoli.salvaiciclisti.it/spazi-verdi-alberi-e-parcheggi/

 

Monopoli, 4 maggio 2013

Associazione “Porta Vecchia”
#Salvaiciclisti-Monopoli – Rete per la Mobilità Nuova
Associazione “Amici di San Salvatore”
WWF Monopoli
Legambiente Puglia

 

SPAZI VERDI, ALBERI E PARCHEGGI

OSSERVAZIONI E PROPOSTE SUL PROGETTO PRUACS
“CENTRO STORICO” – MONOPOLI

 

Nella tavola RTA (Relazione tecnica delle opere architettoniche) a pagina 9 si legge:

 

OSSERVAZIONI

Analizzando la relazione e la planimetria di progetto, emergono immediatamente alcune osservazioni, riportate di seguito.

1. Gli spazi verdi e gli spazi attrezzati, piuttosto che ampliati, verranno significativamente ridotti, a causa dei seguenti interventi previsti nel progetto:

  • via Verga, eliminazione dell’isola spartitraffico alberata con rimozione di N.3 alberi e N.3 panchine:

  • via Verga, riduzione del marciapiede con eliminazione di N.3 alberi:

  • via Pirano (lato via Cadorna), eliminazione dell’isola spartitraffico dotata di N.3 grandi alberi:

  • via Quasimodo, demolizione delle due piazzette alberate con eliminazione di N.7 panchine e di N.8 grandi alberi in favore di piccoli esemplari, compatibili con lo spazio esiguo rimanente tra le due file di parcheggi che si intendono realizzare:

 

 

  • via Levi, eliminazione di un ampio marciapiede e di N.2 grandi platani:

2. L’unica “area verde” che non verrà ridotta è la già minuscola isola spartitraffico “alberata” all’inizio di via Pirano (lato via Europa Libera):

3. L’unico nuovo, esiguo spazio verde previsto nel progetto è nella stradina tra via Quasimodo e via Pirano tra le facciate (di cui una cieca) di due fabbricati distanti pochi metri (!):

4. Nella zona “Euro Ferramenta” (zona via Vecchia San Francesco da Paola, Via Manghisi, via Europa Libera), che allo stato attuale non è dotata di aree verdi, non è prevista la realizzazione di nuovi spazi verdi, né la piantumazione di alberi o siepi.

5. La fermata degli autobus urbani in via Europa Libera risulta penalizzata dalla presenza di due stalli davanti alla fermata stessa.

6. Non sono previste zone per il parcheggio di biciclette, né la collocazione di adeguate rastrelliere.

 

A fronte di queste considerazioni, pur risistemando  marciapiedi e aree a parcheggio, la prospettata “significativa riqualificazione generale dell’area” sembra non trovare riscontro nei fatti.

Al contrario, con la riduzione degli spazi verdi attualmente esistenti, così indispensabili per la qualità urbana, il benessere e la qualità della vita dei residenti, il quartiere sembra destinato a trasformarsi in una grande area parcheggio desolante e assolata.

 

PROPOSTE

Proponiamo, quindi, una serie di misure e/o varianti che possano contribuire al conseguimento di una effettiva riqualificazione del quartiere:

  • Arricchire con sistemazione a verde  (alberi e/o aiuole) i nuovi marciapiedi già in fase di realizzazione nella zona di fronte all’Euro Ferramenta, in particolare nell’ampio marciapiede a sagoma triangolare tra via Vecchia San Francesco e via Manghisi.
  • Preservare gli spazi verdi attualmente esistenti, in particolare le due piazzette di via Quasimodo, riqualificandole in modo da renderle maggiormente fruibili da parte dei cittadini. Queste piazzette sono preziose in quanto sono gli unici spazi di gioco e svago a disposizione dei bambini della zona.
    I residenti potrebbero “adottare” tali spazi, collaborando alla pulizia e alla manutenzione degli stessi.
  • Abbellire le fermate degli autobus urbani in via Europa Libera mediante murales o decorazioni realizzate da artisti locali (a costo zero). Installare una tettoia, una panchina e la palina con informazioni sui percorsi e sulla frequenza dei passaggi.
  • Individuare alcune zone per il parcheggio di biciclette e dotarle delle relative rastrelliere.

 

FABBISOGNO DI PARCHEGGI

Da un rapido conteggio degli stalli attualmente disponibili e di quelli previsti nella planimetria di progetto (escludendo la zona “Euro Ferramenta”), si rileva come il numero di stalli attuali sia già molto elevato e congruo rispetto alla densità di appartamenti nell’area stessa (171 stalli, a fronte di circa 87 appartamenti: quasi due posti per ogni appartamento).

(A conferma di ciò, è semplice verificare l’elevato numero di parcheggi liberi in periodi e orari “normali”, non interessati, cioè, da grossi flussi provenienti dall’esterno della zona.)

La nuova sistemazione prevista nel progetto PRUacs prevede un ulteriore incremento del numero di stalli. Tale incremento risulterebbe significativo (almeno 12 stalli, oltre ad ulteriori 15 nella zona “Euro Ferramenta”), anche senza sacrificare, ad esempio, le due piazzette di via Quasimodo, che sono le aree verdi di maggiore superficie e interesse in tutta la zona.

Numero di stalli disponibili nella zona (conservando le piazzette di via Quasimodo)
Numero di appartamenti nella zona
Stima incremento posti auto. In verde, gli alberi destinati alla rimozione.

ULTERIORI PROPOSTE

E’ evidente, inoltre, come nessun numero di stalli possa soddisfare le esigenze di parcheggio derivanti dalla grande quantità di automobili che affolla il quartiere durante i mesi estivi.

La Porta Vecchia è infatti uno snodo centrale per la frequentazione delle spiagge, l’accesso al centro storico, il passeggio e la movida serali: centinaia di persone arrivano ogni giorno, quasi sempre in auto, aumentando in maniera insostenibile il carico di traffico nelle strade alla ricerca di un parcheggio.

Occorrono, quindi, delle misure aggiuntive per ridurre il traffico automobilistico e, conseguentemente, la necessità di parcheggi nella zona, come ad esempio:

  • Individuare una o due aree decentrate di parcheggio (ad esempio la zona che ospita il Gomma Park su via Procaccia), da collegare al quartiere e al centro storico mediante i minibus elettrici che saranno a breve a disposizione dell’Amministrazione Comunale grazie agli stessi fondi PRUacs.
    Tale servizio sarebbe strategicamente utile anche in occasione di eventi e spettacoli nel centro storico, nonché nei periodi più frequentati dai turisti.
  • Implementare nel quartiere zone riservate ai residenti, zone con disco orario, o Zone a Sosta Regolamentata (ZSR) gratuita per i residenti, a pagamento per i non-residenti (mediante grattino).
  • Promuovere e incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici, come alternativa efficace, rapida e conveniente rispetto all’auto privata.

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